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#GrazieMire

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In questo anno calcistico che di normale ha poco, diamo il benvenuto ad Arthur. Ma cosa si perde con la partenza di Pjanic?

La prima cosa, la più scontata ed evidente, è che la partenza di Pjanic priva la Juventus di un titolare.

Osservazione scontata? Si, lo è. Ma non dimentichiamo che non si arriva titolari alla Juventus. Lo si deve meritare e Pjanic, nel bene o nel male, con Allegri o con Sarri, quel ruolo da titolare se lo è sempre meritato lungo tutti e 4 gli anni. Tra critiche di ogni tipo, comportandosi da professionista anche in occasione delle rare panchine che gli sono toccate, a dispetto della rimproverata poca cattiveria, Mire si è sempre meritato lo status di titolare.

Miralem PjanicDicevamo che, di fatto, né con Allegri che ne ha progressivamente arretrato il raggio di azione e che si vantava di avergli insegnato l’efficacia dei passaggi lunghi, né con Sarri che lo vedeva come il cuore pulsante del suo sistema fatto di fraseggi corti (ve li ricordate i cencinquanta passaggi?) il suo essere titolare non è mai stato oggetto di discussione. Nemmeno quando Bentancur ha fatto vedere di avere qualche numero da giocarsi per insidiare quella posizione di centrocampista centrale: Miralem rimane tutt’ora inamovibile davanti alla difesa, con il giovane uruguagio dirottato a destra oppure utilizzato nel turnover per far rifiatare il numero 5.

Titolari alla Juve non si nasce ma si diventa, e la prova più difficile è quella della continuità nel lungo periodo (se avete dubbi su questa affermazione, provate a chiederlo ai vari Pereyra, Lemina, Emre Can, Ramsey, Rabiot e così via), anche se Dio solo sa quanta necessità avremmo di trovare chi riesca a poter cambiare volto al nostro povero centrocampo.

Partendo Pjanic, la Juve perde anche un grande specialista nei calci piazzati, con il rimpanto di non aver sfruttato al meglio questa sua caratteristica, dato che CR7, non importa da dove e non importa con quali risultati, vuole sempre essere lui a tirare.

Per un periodo le medie realizzative di Mire erano simili a quelle dei migliori tiratori al mondo. Ma questo prima dell'era Ronaldo (e non sarà molto diverso a Barcellona, dove gioca tal Messi...). Questo vuol dire anche dare ancora più fiducia a Dybala, che sarà l'incaricato a calciare tutte quelle punizioni troppo vicine al limite dell’area per Ronaldo o, per dirla meglio, non gradite al fenomeno portoghese

Per contro, con Miralem la Juve perde un giocatore che sembrava non avere più stimoli per rimettersi in discussione. Il gioco corto predicato da Sarri, anziché esaltarne le qualità di regista come sperato da tutti gli appassionati di fede bianconera, sembra aver fatto crescere in Pjanic una certa pigrizia che porta il bosniaco a preferire le soluzioni semplici, per non dire scontate (i famosi passaggi laterali ad un metro che tanto ci fanno imprecare in sede).

Tutti abbiamo sperato che Pjanic potesse diventare il Pirlo di questo ciclo, dato che nessuno (credo) mette in dubbio la visione di gioco e la precisione del giocatore bosniaco, ma così non è stato. La parte creativa del genio calcistico del Pjanista, si è trasformata in calcolatrice (anche se, in verità, questo cambiamento si era già intuito nell'era Allegri). Sfido chiunque a citare una partita nella quale il numero di passaggi a superare la linea di pressione degli avversari facendo progredire la manovra fatti dal bosniaco, superino i 5. Le verticalizzazioni sono diventate quasi un ricordo (tipo "ai miei tempi Pjanic lanciava lungo"), e questo e forse dovuto al fatto che non sembra sia mai scoppiato un gran feeling tra il bosniaco e Cristiano Ronaldo.

Il Pjanic di Roma ve lo ricordate? Il rifinitore, quello dei passaggi filtranti...ecco, se ve lo ricordate, provate anche a ricordare quando vi è capitato di rivederlo in maglia bianconera.

Dicevamo di Pirlo. Pirlo metteva a sedere gli avversari o semplicemente li mandava "a pescare" con le sue finte di corpo. Pjanic (l'ultimo Pjanic) ben difficilmente si comporta allo stesso modo, preferendo invece l'appoggio al compagno vicino, facendo perdere un tempo di gioco in fase di costruzione dal basso.

Pochi rischi, certo, ma anche poca resa.

Il suo sostituto designato, Arthur, sembra essere abituato a girare ad altri ritmi e potrebbe rappresentare una ventata di nuovo per il centrocampo bianconero.

Sembra che, questa volta, la Juventus FC abbia preferito affidarsi all’incognita di un giocatore da costruire alle certezze di un titolare che, forse, ha già dato alla Juve tutto ciò che poteva dare.

Respira, Mire.

E grazie di tutto.

Commenti   
Aldo Costato
+1 # Aldo Costato 2020-06-29 17:27
Ottimo spaccato di giornalismo sportivo. Complimenti. Io dico molto piu' semplicemente che Miralem non ha dato alla juve quello che mi aspettavo. Secondo me anche per il fatto di giocare in un ruolo che non gli appartiene e che fisicamente non riesce a reggere. Comunque professionista esemplare e persona solare. In bocca al lupo per la sua futura carriera. Grazie
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