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E dopo #W8NDERFUL?

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#W8NDERFUL
Qualche pensiero in libertà sulla Serie A TIM, dopo l'ottavo scudetto consecutivo o, più semplicemente, #W8NDERFUL.

Probabilmente, la portata di ciò che sta accadendo in questi ultimi anni, non lo stiamo ancora comprendendo appieno. Con quest'anno, la Juventus è arrivata ad un totale di 37 scudetti, 8 dei quali consecutivi. In questa particolare classifica, il primo inseguitore è il Milan, fermo a 18 scudetti (meno della metà del bottino Juventino) mentre, se guardiamo ai titoli consecutivi, ci si ferma ai 5 vinti dalla stessa Juventus tra il 1930 ed il 1935 (in fondo, "solo" 80 anni fa') e dal Grande Torino tra il 1942 ed il 1949 (serie interrotta, probabilmente, solo dalla tragedia di Superga, della quale domani ricorre l'anniversario).
E se volessimo estendere la nostra ricerca anche ai 5 maggiori campionati europei, sarebbe record comunque, dato che l'Olympique Lyonnaise ha interrotto la propria serie a 7, vinti tra il 2001 ed il 2008. Continuando di questo passo, si corre il rischio di diventare un punto di riferimento per qualsiasi campionato calcistico a livello mondiale, anche quelli nei quali si gioca con una palla fatta di stracci.

Più che noi tifosi juventini, che siamo ancora troppo impegnati a digerire l'uscita dalla Champions League contro l'Ajax, ciò che davvero mi stupisce è che nessuno tra i rivali della Juventus sembri rendersene conto (più che rivali di tifo mi riferisco alle società impegnate nel campionato di Serie A, perché pensare che un tifoso avversario prenda consapevolezza di cosa ha fatto la Juventus in questi ultimi anni è davvero chiedere troppo). Perché se si pensa allo svantaggio accumulato dalla Juventus nei confronti delle dirette concorrenti, dopo Farsopoli (e quì parliamo di nemmeno 15 anni fa', non della preistoria) e si guarda a cosa ha saputo relizzare in questi anni, è impossibile non notare il divario creato, che difficilmente qualcuno saprà colmare nel breve periodo e che, anzi, probabilmente crescerà ancora, mentre le rilvali impiegheranno il loro tempo tra le varie discussioni sui favori ricevuti o negati (a seconda dei colori, dei mani volontari e involontari, del VAR), dei fatturati o della composizione degli anticipi e posticipi.  

Se lasciamo spazio alla matematica, fredda quanto si vuole, ma che non si piega alle interpretazioni di nessuno, il quadro che emerge da questi ultimi 8 campionati è significativo: le antagoniste più accreditate (dagli addetti ai lavori e dagli abitudinari proclami d'agosto) hanno accumulato mediamente ritardi che vanno da 15 a 30 punti (ovviamente, essendo il campionato corrente ancora in corso, i dati non sono finali):

Squadra 2011/12 2012/13 2013/14 2014/15 2015/16 2016/17 2017/18 2018/19 Totale Differenza Media annuale
Juventus 84 87 102 87 91 91 95 88 725    
Napoli 61 78 78 63 82 86 91 67 606 -119 -14,8
Roma 56 62 84 70 80 87 77 58 574 -151 -18,8
Milan 80 72 57 54 57 63 64 56 503 -222 -27,7
Lazio 62 61 56 69 54 70 72 52 496 -229 -28,6
Inter 58 54 60 55 67 62 72 61 489 -236 -29,5

Numeri alla mano, i distacchi si stanno riproponendo anche nel campionato corrente con uguale e preoccupante puntualità e precisione: l'Inter, che a detta degli addetti ai lavori e del suo neo-presidente Zhang avrebbe dovuto iniziale una sorta di conquista del mondo ("Schiacceremo tutti, dentro e fuori dal campo!"), ha accumulato anche nel campionato 2018/19 un ritardo di 27 punti (dato aggiornato al 3/5/2019).

Numeri che non cambiano se, indipendentemente dalla seconda classificata negli 8 campionati analizzati, andassimo ad analizzare la media dei punti di distacco accumulati dalla prima inseguitrice: avremmo una media di 11 punti di distacco!

Se nemmeno questi numeri sono in grado di far sorgere qualche domanda a chi la Serie A la vive da protagonista, continuando a farla vivacchiare in una situazione dove una società che ha saputo rinnovare ed innovare sta facendo piazza pulita di trofei ed introiti, allora la situazione non è allegra per nessuno. Se Inter, Milan (per storia, numero di tifosi e capacità economica), Roma e Napoli (che per la prima volta nella loro storia si sono trovate ai vertici della classifica per un periodo così prolungato) dedicano le loro energie a fare gli struzzi anzichè approfittare dell'esempio e cogliere le opportunità di ricavi e di crescita che questo comporta, accontentandosi di fare da comparsa, allora il dominio bianconero è destinato a durare ancora a lungo. Con buona pace del campionato di calcio italiano.

L'Inter, che forse è la meglio posizionata dopo l'ingresso in società dei cinesi, ha delapidato un patrimonio immenso negli anni immediatamente successivi il 2010, in piena era morattiana che dell'ubriacatura da successo (e conseguente immobilismo spacciato per troppo amore) si è fatto paladino. Le due squadre di Roma stanno viaggiando più o meno a vista e, se questo è (con qualche sforzo) comprensibile per la Lazio, per la Roma a stelle e striscie è difficile non parlare di fallimento di un progetto. Le restrizioni del Fair Play Finanziario e i vari pasticci all'italiana verificatisi nella capitale (non ultima la questione stadio), sembrano aver raffreddato gli animi di Pallotta, proprio negli anni in cui, paradossalmente, la sua squadra avrebbe dovuto crescere di più. Il Napoli, encomiabile e sempre attento alla sostenibilità aziendale, non ricordo aver mai dato segnali o volontà di investimento. Al contrario, spesso e volentieri De Laurentiis sembra proprio disinteressarsene. Ultimo, ma non per ultimo, il Milan che, rimasto orfano di Berlusconi (tralasciando la parentesi Yonghong Li) e passato in un modo o nell'altro nelle mani del fondo Elliott, ancora non si capisce quale business plan abbia. Per non parlare delle grane con la UEFA.

Come nel più tradizionale modo di pensare italico, meglio concentrarsi sulle colpe (altrui) o i torti subiti che sui meriti (sempre degli altri). E allora si andrà avanti all'infinito con la litania dei rigori non dati o dati (questo a seconda dei colori coinvolti nella discussione), a parlare di VAR e fuorigioco millimetrici, agli orari delle partite, ai fatturati e chi più ne ha, più ne metta. Perché riconoscere i meriti, non è cosa che fa' per noi, molto più comodo trovare un colpevole.
Fino a quando la squadra (o meglio, la società) che sta trainando l'intera Serie A, nonostante quest'ultima sia molto spesso solo un generatore di caos (qualcuno ricorda la gestione folle dei diritti televisivi ad inizio campionato? O la gestione dilettantesca della serie B?) inizierà a porsi essa stessa qualche domanda.
Ma forse tutto questo verrà anticipato dall'ECA che pianifica, per il 2024, la definitiva smobilitazione dei campionati nazionali. 
Ma anche allora, immagino, ci sarà qualcuno pronto a trovare il colpevole in quei colori bianconeri, rei di aver fatto perdere di interesse quello che una volta era considerato il campionato più bello del mondo.
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